I prestiti personali senza busta paga esistono davvero, ma non illuderti! Nessuna banca ti farà mai credito se non offri delle garanzie alternative

In questi anni di crisi si è sentito tanto parlare di prestiti personali senza busta paga. Fantastico, significa che anche se non guadagno nulla posso chiederne uno? Beh, no. Non per essere pessimisti, ma il vecchio detto “Nessuno fa niente per niente” spesso ci prende. Lo stesso vale per le banche, che ovviamente non prestano denaro così per beneficenza, ma lo fanno solo quando posso essere ragionevolmente certe della sua restituzione con tanto di interessi. Di conseguenza non è che i prestiti senza busta paga non necessitano di garanzie: semplicemente permettono al richiedente di offrire garanzie diverse da una busta paga.

Se desideri approfondire l’argomento ed informarti sulle singole casistiche e sulle varie alternative possibili, qui puoi trovare la guida completa sui prestiti senza busta paga realizzata dagli esperti di SuperMoney. Nel frattempo, eccoti qualche dritta.
Prestiti personali senza busta paga: solo importi contenuti
Senza un posto di lavoro fisso, una situazione che i giovani italiani conoscono fin troppo bene, ottenere un prestito è più difficile.

Anche presentando garanzie alternative, come avviene per i prestiti senza busta paga, scordati comunque di poter ottenere importi elevati. In questi casi, pensare di ricevere più di 5.000 euro è pura illusione.

A chi si rivolgono
I prestiti personali senza busta paga si rivolgono a coloro che non hanno un reddito regolare e certificabile, come ad esempio le casalinghe, i lavoratori autonomi o in nero, gli studenti e gli aspiranti imprenditori, ma anche chi ha la busta paga già “assorbita” da precedenti finanziamenti.

Attenzione però! Spesso si pensa erroneamente che i prestiti senza busta paga siano dedicati ai cattivi pagatori o, peggio, ai protestati. Se sfortunatamente rientri in una di queste due categorie, ottenere credito dalle banche sarà molto difficile. Queste infatti non sono mai bendisposte verso soggetti che presentano un profilo di rischio elevato, avendo già avuto difficoltà a rimborsare altri debiti in passato.

Garanzie alternative
Anche se non hai la busta paga non significa che tu non possa offrire delle garanzie alternative per convincere la tua banca che non avrai difficoltà a restituire il finanziamento. Alcuni esempi sono:

– Garante, ovvero una persona che si impegna a rimborsare le rate al tuo posto in caso di necessità.

– Pagamento delle rate tramite cambiali, cioè titoli esecutivi che autorizzano la banca a pignorare i tuoi beni per un valore pari a quello delle rate eventualmente non pagate senza nemmeno bisogno di una sentenza di condanna. Occhio!

– Pegno, che ti consente di usare dei tuoi beni di valore (come ad esempio gioielli) a garanzia del credito.

– Modello Unico, che nel caso dei lavoratori autonomi potrebbe sostituire egregiamente la busta paga, se servisse per dimostrare di avere avuto entrate regolari negli ultimi anni.

– Rendite alternative, quali ad esempio gli assegni di mantenimento percepiti dall’ex coniuge o dei piccoli capitali investiti che generano rendimenti costanti.

Sono convenienti?
No, decisamente no. Dal momento che un soggetto senza una regolare busta paga presenta un profilo di rischio più alto, le banche gli proporranno automaticamente tassi di interesse più elevati rispetto a quanto farebbero con un lavoratore dipendente, ad esempio. Come se non bastasse, non sono rari i casi in cui il furbo di turno cerca di fare leva sulla disperazione della gente per proporre prestiti-truffa a tassi usurai. Per tutelarti, ricordati sempre di dare un’occhiata ai tassi soglia stabiliti dalla Banca d’Italia e di leggere attentamente il contratto prima di sottoscrivere qualunque finanziamento.

Tratto da Wired

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