Il cda: “Nessuna anomalia per il vicepresidente”

Per il cda di Unicredit è tutto a posto. Nella riunione di ieri, il consiglio ha ascoltato gli esiti di una analisi preliminare dell’audit interno sull’inchiesta della Dda di Firenze che vede indagati, tra gli altri, il vicepresidente Fabrizio Palenzona, il suo collaboratore Roberto Mercuri, il capo dei rischi del gruppo, Massimiliano Fossati e il capo del Corporate Italia, Alessandro Cataldo. Analisi preliminare dalla quale «non sono emerse anomalie», informa un comunicato della banca. Aggiungendo che il consiglio ha quindi confermato «la fiducia nell’operato dei propri esponenti».

Secondo la nota, gli affidamenti al gruppo Bulgarella – l’imprenditore al centro dell’inchiesta della Dda – risalgono ai primi anni 2000 e furono concessi da Banco di Sicilia e Capitalia e dunque «antecedenti alla fusione con Unicredit». Peraltro, sottolinea l’istituto, «ad oggi la Banca non ha assunto deliberazioni definitive e, in particolare, non risulta approvato alcun progetto di ristrutturazione del debito del gruppo Bulgarella». Circostanza questa che emerge anche dai decreti delle perquisizioni svolte nei giorni scorsi, mentre risulta negli stessi atti l’approvazione da parte del comitato crediti del progetto di ristrutturazione, subordinato ad una serie di condizioni e ancora in attesa di un via libera definitivo.

Il consiglio, precisa comunque l’istituto, «ha preso atto del fatto che le indagini della Procura sono in una fase assolutamente preliminare e coperte dal segreto istruttorio ed è stato informato circa le risultanze dell’esame effettuato dall’Audit limitatamente ai documenti e delibere per evitare ogni interferenza con le indagini in corso». Alla riunione avrebbe preso parte lo stesso Palenzona.

La vicenda è comunque all’attenzione di Bankitalia, come ha spiegato il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti in risposta a una interrogazione in Commissione Finanze alla Camera.

L’inchiesta che vede coinvolto anche Palenzona arriva in un momento caldo per UniCredit che tra poco meno di un mese, l’11 novembre (giorno in cui saranno diffusi anche i conti del terzo trimestre e dei nove mesi), presenterà la revisione del piano al 2018. Aggiornamento su cui l’ad Federico Ghizzoni è estremamente concentrato anche per la forte attesa, non solo del mercato.

Secondo le indiscrezioni, il piano dovrà anche servire per rafforzare il capitale dell’istituto senza effettuare un aumento di capitale. Anche perché Ghizzoni deve convicere i soci, che hanno visto crescere il titolo del 6% da inizio anno contro il 30,5% della concorrente Intesa Sanpaolo.

Tratto da La Stampa.it

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