Televisione: Massimiliano Dona al tavolo sulla TV 4.0

Il Presidente di UNC ha partecipato in rappresentanza del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) al tavolo di coordinamento TV-4.0 convocato presso il Ministero dello Sviluppo economico

L’avvocato Massimiliano Dona – presidente dell’Unione Nazionale Consumatori- ha portato il punto di vista delle Associazioni dei consumatori del CNCU al tavolo di coordinamento TV-4.0 convocato presso il Ministero dello Sviluppo economico. Dal punto di vista dell’utenza, l’avvocato Dona ha focalizzato la sua attenzione su tre versanti di tutela: il primo tale da assicurare la fruizione del servizio radiotelevisivo; il secondo riguarda la tutela economica del consumatore come acquirente delle necessarie apparecchiature per la visione dei canali tv; il terzo, di natura culturale, che consenta un accesso consapevole alla nuova televisione da parte della cittadinanza.

Per quanto riguarda il primo aspetto, secondo Massimiliano Dona, “è necessario assicurare che la transizione verso la nuova televisione non ricada sugli utenti penalizzando la continuità nella fruizione della programmazione così da non creare disagio né ai consumatori né ai fornitori dei contenuti né alle emittenti nazionali e locali”.

La seconda priorità – prosegue Dona – “guarda alla tutela economica dei cittadini: la preoccupazione delle Associazioni dei consumatori è rivolta al necessario aggiornamento della dotazione di apparecchi nelle case degli italiani. Se sarà necessario dotarsi di una nuova televisione, di un nuovo decoder (persino cambiare antenna?), tali costi dovranno essere equi, trasparenti, per quanto possibile sostenuti da incentivi certi e facilmente accessibili”.

Infine c’è il terzo versante, quello, troppo spesso sottovalutato, della tutela “culturale”: secondo l’avvocato Dona, “la nuova tv implicherà diverse modalità di fruizione: i consumatori devono essere accompagnati verso questo nuovo paradigma che implicherà un diverso rapporto con quell’elettrodomestico che abita da oltre 60 anni nelle case degli italiani. Basterebbe pensare alle nuove forme di comunicazione pubblicitaria, alla interattività data dal 5G, ai temi connessi alla gestione dei dati dell’utenza”. In questa ottica la transizione più funzionale non potrà fare a meno di un vero e proprio potenziamento culturale (empowerment) dell’utenza.

Infine, ha ricordato l’avvocato Dona in una ottica di valorizzazione dei mercati coinvolti, “si rende necessario garantire certezze ai consumatori sui tempi di questo switch-off che altrimenti non si informano sulle nuove modalità, non evolvono nell’approccio alla nuova tv e non acquistano i necessari device con evidente danno per lo sviluppo del Paese”.

Il tavolo di coordinamento TV 4.0 sarà convocato nuovamente per la prosecuzione dei lavori.

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